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Samuele Arcangioli, Stella Ranza - Visioni

A cura di Monica Morotti

Testo in catalogo di Vittoria Broggini

Dal 7 maggio al 30 settembre 2015

Inaugurazione giovedi 7 maggio, ore 18.00

C'è una relazione molto intensa tra le opere di Samuele Arcangioli e quelle di Stella Ranza, che supera l'idea di un semplice dialogo. Nell'apparente casualità del loro fortunato incontro queste opere sembrano rivelare l'appartenenza a una dimensione d'origine comune: la terra, la Grande Madre - fondamento di tutta la natura, minerale, vegetale e animale - considerata da molte tradizioni il più sacro e divino tra gli elementi, in quanto simboleggia la materia primordiale, il principio ricettivo che determina il piano orizzontale dell'esistenza.

I volti umani e animali di Arcangioli traggono vita proprio da qui, dalle viscere della terra, luogo di contatto diretto con le forze ctonie e di passaggio simbolico nei riti iniziatici dall'oscurità alla luce, dall'ignoto alla conoscenza. Il legno delle tavole di recupero sul quale l'artista lavora con il carbone e l'olio è la superficie da cui irrompono con tensione e energia i soggetti, spinti fuori e trattenuti dalla stessa materia da cui erompono e di cui sono fatti. Uomini, felini, demoni e rapaci incarnano due forze distinte e simultanee, l'una che li proietta verso lo spazio dello spettatore, l'altra che li tiene legati ad uno spazio profondo di cui le loro stesse ombre portano testimonianza.

Principio femminile per eccellenza, la Grande Madre è aperta all'intervento fecondo del cielo, piano verticale dell'azione: nelle sue viscere, infatti, essa accoglie e trasforma il seme del dio, elemento maschile, dandogli potenza.

Le sculture di Stella Ranza sono figure totemiche che sull'asse verticale sviluppano il loro discorso formale, tattile e simbolico, attraverso la combinazione di marmo, pietra, legni combusti e argilla. Si tratta per lo più di teste e di figure antropomorfe che si reggono sull'equilibrio di frammenti di materiali, reperti che sembrano provenire da epoche antiche, testimonianze di storie lontane.

La forza dinamica che Stella Ranza predilige e immette nelle sculture è evidentemente verso l'alto, dalla materia allo spirito. Nel processo di lavorazione di alcuni materiali amati dall'artista, come l'argilla, hanno grande parte il fuoco e l'acqua. Il fuoco è un elemento dinamico che genera trasformazioni ed è rappresentato dalla figura geometrica di un triangolo equilatero con il vertice verso l'alto: allude quindi ad un moto ascendente, di crescita e dilatazione. Il fuoco racchiude in sé il principio maschile, che tutto permea e tutto vivifica.

La forza ascensionale del fuoco è mitigata dall'acqua, elemento femminile e passivo, rappresentato da un triangolo equilatero con la punta verso il basso; l'acqua rinsalda quel che il fuoco dilata, la sua azione è costruttiva: invece di elevarsi verticalmente come il fuoco, si espande in orizzontale, lenendone la forza. Processi sapientemente gestiti da Stella nella lavorazione della terra refrattaria.

E, con la leggerezza e l'ironia di chi non trascura le coincidenze, si può dire che proprio una “Stella” è l'unione del simbolo del fuoco e del simbolo dell'acqua, esagramma che esprime l'unione del cielo e della terra, del mondo spirituale con il mondo materiale.

Per le visite alla Galleria di Daverio si richiede cortesemente di telefonare al numero 0332.947123 / 335.6348880 o inviare una email all'indirizzo info@morottiarte.it

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